FORBIDDEN MESSAGES
LTJ Experience is typing…
Questa non è un’intervista, ma una conversazione che si apre lentamente.
Dentro: set lunghi, bpm bassi, digging, derive brasiliane e link che portano fuori strada (quella giusta).
Veronica
Questa non è un’intervista. È una chat fatta di domande che non cercano risposte perfette. @Luca rispondi come vuoi quando hai voglia, tempo e testa. Immagini, link emoticon sono benvenuti!
Luca
io le domande che mi fate le copie su Gemini e vi incollo la risposta 😂
Giada
aspetta che mettiamo su della musica…
il tuo ultimo set registrato live il 13 dicembre, durante la closing night autunnale all’8+1 Nightclub. Così ci caliamo meglio nella parte:
Giada
https://soundcloud.com/ltj-xperience/ltj_forbidden_edit_closing_night
Veronica
una perfetta colonna sonora per la merenda di questo pomeriggio! Pausa Tè. Il suono è in Infusione!!!
Giada
dove sei adesso? Come ti stai sentendo?
Luca
nel mio ufficio pieno di dischi……e mi sento bene direi.
Giada
wow la tua tana!!! rende bene l'idea del tuo mondo. Una vita dentro.
Veronica
Perché ti sei chiamato LTJ Experience?
Luca
In realtà è diventato LTJ Xperience dopo parecchio tempo. All’inizio era LTJ Sound Machine: una macchina del suono. Poi si è evoluto ed è diventata un’esperienza, anche per una questione di età e di percorso.
Giada
Ai tempi del tuo primo Kinki?
Luca
Sì, esattamente. O meglio: da quando ho iniziato a fare produzioni con l’etichetta Irma, intorno al 1988.
Giada
Sai che ho sempre pensato fosse perché ascoltare un tuo set fosse un’“esperienza”, non solo uditiva ma anche mentale?
Luca
Sì, Experience si riferisce proprio a quel viaggio.
Veronica
Chi era il tuo maestro in quegli anni?
Luca
All’inizio avevo diversi miti. Sicuramente il compianto Claudio “Mozart” Rispoli, ma anche Miki del Ciak è stato una grande fonte di ispirazione.
Veronica
C’è qualcosa che ti hanno detto o insegnato e che ancora oggi riconosci nel tuo modo di suonare?
Luca
Mozart ha completamente sdoganato un suono che, fino ad allora, non era pensato per essere suonato in discoteca. Attraverso il digging ha di fatto inventato nuovi linguaggi musicali: suonava dischi a 45 giri a 33 e viceversa, spaziando dall’afro alla fusion, esplorando territori lontani dalla dance classica.
È un approccio che continua a influenzarmi ancora oggi. Questo un esempio di tracce suonate a 45 giri.
Luca
Payolas-Eyes Of The Stranger ACCELERATO (vinyl 1982)
Luca
Ecco un’altra traccia che mi salta in mente pesando a quei grandi rivoluzionari della scena musicale: The Pursuit of the Woman with the Feathered Hat - Weather Report Music. https://youtu.be/eE38JtY75bo?list=RDeE38JtY75bo
Paola
Grazie per la condivisione di questo pezzo meraviglioso. È da qui che nasce la tua fascinazione per la musica brasiliana?
Luca
Sì, nasce sicuramente in quel periodo. All’epoca si parlava di “AFRO”, un termine che in realtà racchiudeva molta più musica di quanto il nome lasciasse intendere: era una categoria fluida, dentro cui finiva tutto ciò che quei DJ suonavano in quel momento.
Il legame più profondo con la musica brasiliana, però, si è consolidato tra il 1990 e il 1995, durante il mio periodo al Cap Creus. Erano anni segnati dall’acid jazz, dal “rare groove”, dal jazz e da sonorità brasiliane, con bpm lenti che accompagnavano tutta la notte.
Proprio in questi giorni ho rimesso mano alla mia collezione di vinili brasiliani: erano lì, a riposare vicino a me, e riascoltarli oggi ha riattivato molto di quel percorso.
Luca
Top Brazilian groove al Cap Creus dal 1991 al 1996
Paola
Che meraviglia, Luca. Questa super selezione di vinili non è solo un ascolto: è una macchina del tempo. Mi riporta a un modo di ballare e di stare nella musica che oggi si incontra sempre meno, dove il ritmo non spinge ma avvolge, e il corpo entra dentro il suono senza accorgersene.
È bello ritrovare questa profondità, questo calore, che parla più alla memoria che all’urgenza del presente.
Veronica
anche alle nostre serate all’ 8+1 Nightclub suoni tanto tropicale con bpm lenti. Cosa ti interessa succeda in pista? 🕉️
Luca
assolutamente. Il bpm “lento” mi ha sempre affascinato molto perché è lì che si annidano il calore e la sensualità. Nella musica più veloce — che apprezzo comunque — spesso non c’è abbastanza spazio tra un battito e l’altro perché i suoni possano respirare, incastrarsi davvero, dilatarsi.
Sono due dimensioni entrambe importanti, ma il problema è che sul dancefloor c’è sempre stata una certa diffidenza verso il downtempo intorno ai 100 bpm. È una musica storicamente poco accettata, soprattutto nei contesti house più di tendenza.
Giada
questi bpm che crescono lentamente: secondo te quanto dovrebbe durare un set perché questa tensione abbia davvero il tempo di costruirsi?
Luca
Per poter lavorare davvero su questo tipo di suono serve tempo. Almeno quattro o cinque ore. Altrimenti non si riesce a far capire dove può portarti questo andamento “lento”: è una costruzione graduale, che ha bisogno di spazio per depositarsi e trasformarsi.
Veronica
Proprio partendo da questa idea di lentezza e profondità, non trovi che stia emergendo — in Italia e non solo — una nicchia che sta ridefinendo non solo il suono, ma anche il contesto stesso in cui si balla?
Luca
Sì, assolutamente. C’è sempre più interesse e, soprattutto, una crescente voglia di ballare lentamente. Esiste una scena — diversa da quella a cui sento di appartenere — che però mi incuriosisce molto: giovani DJ che applicano le regole del rave party, ma con musica che non supera i 100 bpm.
È spesso tendenzialmente una techno che ha aperto le porte ai sample, dando vita a un’elettronica ipnotica, sorprendente proprio perché gira su bpm impensabili per quel mondo.
Veronica
Chi stai seguendo in questa scena? Ci sono progetti che ti va di suggerire?
Luca
Sì, alcuni produttori che sto seguendo con molto interesse sono Fabio Fabio, Oltrefuturo, A-Tweed, e altri che stanno lavorando in quella direzione.
Giada
Conosci Tamburi Neri? penso che si possano avvicinare a questa tua descrizione...
Luca
non li conosco ma già il nome mi incuriosisce.
Luca
Grazie Giada, li sto ascoltando proprio ora Tamburi Neri è esattamente quel tipo di sound di cui stiamo parlando 🔥 C’è una componente ipnotica molto forte, costruita su una progressione lenta che non ha bisogno di accelerare per essere efficace. I bpm bassi lasciano spazio ai suoni, ai vuoti, alle ripetizioni, e creano una tensione che non esplode mai davvero, ma resta costante.
È un tipo di musica che lavora più sulla trance che sull’impatto immediato, e proprio per questo richiede un ascolto e un contesto più consapevoli.
Veronica
Forbidden Edit ti ha dato un contesto in cui poterti esprimere senza pressione, anche su set molto lunghi. Quanto conta, per te, sentirti a tuo agio e sostenuto per riuscire davvero a spingerti in profondità?
Luca
Beh, che dire, cara Veronica: senza il vostro lavoro credo sarebbe stato improbabile riuscire a esprimermi in questo modo durante le serate Forbidden Edit. Mi avete messo a mio agio e, soprattutto, avete creduto davvero in questo viaggio.
In fondo, tutto è nato proprio nei vostri party casalinghi, in un contesto libero, senza pressione.
Veronica
Quindi dalla non-aspettativa!?? 🤩🤩🤣🤣
Luca
Sì, esattamente così. Non bisogna avere aspettative. Anzi, è fondamentale riuscire a stare dentro questi contesti in modo leggero, quasi furtivo, senza aspettarsi nulla.
È lì che le cose succedono davvero.
Veronica
Quando siamo entrate per la prima volta all’8+1 Nightclub abbiamo subito pensato a come lavorare bene in quel luogo e ti abbiamo chiamato in diretta.
Quali sono le tue non-aspettative per il prossimo capitolo dei nostri party?
Luca
Continuare la discontinuità, ma con amore.
Anzi: senza nemmeno un minuto di non-amore.
Veronica
Quindi… quando finisce la pausa tè? 😂
Luca
Non vedo l’ora che arrivi la prima data del nuovo anno.
Can’t wait!!!!!
Luca
Fabio Fabio - Masochistas
Veronica
Suonare all’8+1 Nightclub ti libera o ti costringe a essere più preciso?
Luca
Entrambe le cose, e per me vanno di pari passo.
È l’unico modo in cui riesco davvero a interpretare una serata: libertà e precisione non sono in contraddizione. Forse è anche per questo che le serate Forbidden Edit stanno diventando la parte più importante e divertente del mio lavoro.
Giada
Pensi che, dopo queste serate, il tuo suono stia prendendo una direzione diversa?
E soprattutto: da dove nasce questa tua ossessione per il “dirty”?
Luca
Sì, assolutamente. Mi sta succedendo qualcosa di molto simile a quando ero resident al Cap Creus: tutto il resto — altri locali, altri contesti — improvvisamente perdeva rilevanza.
Quando trovi un luogo che ha senso per quello che stai cercando di esprimere, tutto ciò che sta fuori sembra meno interessante. È lì che il suono si definisce davvero, anche nella sua parte più sporca, imperfetta, viva. Sinceramente vedo il mio modo di interpretare una serata solo così, come sto facendo per Forbidden Edit faccio fatica a pensarle diversamente, ecco perchè le nostre serate stanno diventando per me la parte più importante e divertente del mio lavoro
Paola
Anche per me per uscire di casa! Grazie Luca ❤️
Veronica
Magico davvero far parte di tutto questo
Giada
per noi è magico tutto questo....
Luca
anche per me è magico !!!
Giada
abbiamo scritto uguale...